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13 febbraio 2018

La Commissione tributaria di Ancona respinge nuovo ricorso di un contribuente moroso e lo condanna al pagamento delle spese legali

Netti: "Ora basta polemiche. Ricordo invece a chi ha pagato coscienziosamente, che il contributo è fiscalmente deducibile"

Dopo la valanga di ricorsi respinti le settimane scorse dalla Commissione tributaria provinciale di Pesaro e Urbino, ecco una nuova sentenza della Commissione Tributaria di Ancona, che ancora una volta ha dato ragione al Consorzio di Bonifica delle Marche, respingendo il ricorso di un cittadino che si opponeva al pagamento del contributo di bonifica, condannandolo al pagamento delle spese legali. Si tratta dell’ennesima conferma da parte della Giustizia tributaria, che ha ribadito come il contributo di bonifica si debba pagare.

“L’indirizzo tributario è ormai univoco - commenta il presidente del Consorzio, l’avvocato Claudio Netti - . Ma non intendiamo alimentare inutili polemiche. Ci tengo invece a riferire ai tanti che hanno pagato coscienziosamente il contributo di bonifica, che questo è deducibile dal reddito. Pertanto, con la dichiarazione dei redditi (mod.730 o Unico), dell’anno d’imposta per il quale si è provveduto al versamento, è possibile indicare nel rigo “altri oneri deducibili ” i tributi consortili”.

Al fine di poter usufruire della deducibilità del contributo, ricorrendone le condizioni, è necessario conservare per intero l’avviso di pagamento o la cartella di pagamento e la quietanza del versamento effettuato. La sola quietanza non è sufficiente per documentare il diritto alla deduzione. La natura del contributo versato e i dati catastali degli immobili cui esso si riferisce sono infatti indicati solo sull’avviso o sulla cartella e non sul RAV o sulla ricevuta di versamento.

Si ricorda che la deduzione dei contributi di bonifica si esercita in relazione all’anno solare in cui è avvenuto il pagamento, indipendentemente dall’anno di competenza del contributo versato.

Il contributo di bonifica è deducibile da ogni comproprietario proporzionalmente alla rispettiva quota di possesso.

La Commissione tributaria di Ancona respinge nuovo ricorso di un contribuente moroso e lo condanna al pagamento delle spese legali
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