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Manutenzione

24 dicembre 2014

Partita la sistemazione di fossi e corsi d'acqua nel Comune di Fano. Quasi completato il fosso di Caminate

Presentata la lista delle priorità

Partita la sistemazione di fossi e corsi d’acqua minori nel comune di Fano. Dopo aver recepito le numerose segnalazioni giunte al Call center del Consorzio di Bonifica delle Marche, l’ente deputato a gestire l’idraulicità del territorio ha incaricato l’agronoma Mirella Montalbano di compiere i sopralluoghi, e una volta verificata la situazione, sono subito partiti i lavori curati in gran parte dagli stessi agricoltori, che ora ricoprono il ruolo di aziende di presidio del territorio.
Il quadro degli interventi già compiuti, e quello delle prossime priorità, è stato disegnato lunedì dall’amministratore straordinario del Consorzio Claudio Netti, insieme all’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Fano, Marco Paolini, che hanno lanciato una nuova forte collaborazione per la gestione dei rischi idraulici e la mitigazione del dissesto idrogeologico.
Il primo intervento ha coinvolto il Fosso di Caminate, dove sono stati individuati quattro punti critici. Già quasi ultimate le opere nel tratto vicino alla confluenza con il Metauro (per concludere si sta aspettando che il terreno oggi troppo intriso d’acqua si asciughi). Ma altri tre punti sono già sotto la lente. Tra gli interventi più urgenti, l’assessore Paolini ha individuato anche il Rio Crinaccio e il Rio Marsigliano, fatto pulire in parte dai frontisti, ma sono allo studio altri progetti che coinvolgono il Fosso di Tombaccia, quello del Diavolo, il Rio Minore e il Fosso degli Uscenti.
 
«Finalmente si è partiti – ha dichiarato l’assessore Paolini – dopo tante difficoltà, grazie al Consorzio di Bonifica, con cui non c’è rimpallo di responsabilità, ma una solida sinergia, sono iniziati gli interventi. A parte il Metauro e l’Arzilla, che restano di competenza della Provincia, tutti gli altri corsi d’acqua saranno monitorati dal Consorzio. Il Comune fino ad oggi ha fatto interventi legati all’ambito urbano: come quello sul muro di sostegno di Rio Carrara, la pulizia del fosso scolmatore parallelo a canale Albani, il fosso degli Uscenti e così via. Ma d’ora in poi chiunque potrà fare segnalazioni al Call Center (tel. 0721 31816) e richiedere sopralluoghi sul reticolo idrografico regionale. Per quanto riguarda il Rio Crinaccio, lì c’è un’insufficienza idraulica alla foce, sulla Statale 16 e su via Cappellini, già segnalate all’Anas e agli uffici tecnici. Nel programma delle Opere pubbliche è previsto un piano di intervento».
 
«Noi preferiamo che i lavori siano eseguiti dagli imprenditori agricoli – ha dichiarato l’amministratore del Consorzio di Bonifica, l’avvocato Claudio Netti - perché un agricoltore che sorveglia il suo fondo, ma anche ciò che è accanto a casa sua, è fondamentale, perché diventa una sentinella del territorio. Saremo i primi in Italia a sperimentare questo modello di gestione in cui il pubblico si occupa delle nuove opere e della manutenzione straordinaria, mentre i privati fanno la manutenzione ordinaria. Tutti gli interventi sui corsi d’acqua – ha puntualizzato Netti – saranno pagati attraverso il contributo che i privati versano all’Ente (l’80% dei contribuenti pagherà 18 euro, i restanti poco più di 1 euro ad ettaro ndr.) E il Consorzio non tratterrà niente per sé, anzi, sarà cristallino nel mostrare come vengono impiegati i soldi.  Inoltre, facendo fare i lavori agli agricoltori, non toglieremo reddito al comparto, ma lo aiuteremo».

 
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