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Manutenzione

27 ottobre 2014

Innovativo accordo tra Consorzio di Bonifica, Provincia di Pesaro Urbino e Corpo Forestale dello Stato per sistemare i corsi d’acqua minori e prevenire il dissesto idrogeologico

A novembre partiranno interventi su fiumi, torrenti e fossi. Potenzialmente coinvolti ben 6.000 km del reticolo idrografico su un totale di 6.600 Km

Il dissesto idrogeologico è una vera e propria emergenza in Italia. Nessun territorio può dirsi indenne, men che meno quello marchigiano. Le alluvioni colpiscono con sempre maggiore frequenza e intensità e uno dei maggiori problemi su cui occorre intervenire immediatamente (visto quanto accaduto recentemente in Friuli Venezia Giulia e in Liguria) è la mancata manutenzione dei corsi d’acqua minori, che provoca allagamenti, colate di fango, smottamenti e frane, con ingenti danni a opere e manufatti e minacce per l’incolumità dei cittadini. 

Per scongiurare questi problemi e dare una risposta concreta nella prevenzione del dissesto idrogeologico, il Consorzio di Bonifica delle Marche insieme alla Provincia di Pesaro e Urbino e al Corpo Forestale dello Stato, hanno unito le forze firmando una convenzione dal carattere fortemente innovativo.

Un accordo unico in regione e destinato a diventare un modello anche a livello nazionale. In sostanza, la convenzione accelera i tempi di intervento sul reticolo idrografico, definendo una procedura autorizzativa semplificata per eseguire i lavori ed indicando chiaramente i ruoli e le attività di ciascuno dei soggetti coinvolti.  Individuati anche i corsi d’acqua minori su cui intervenire (6.000 km, pari al 91% di tutti i fiumi, torrenti e fossi della provincia) e l’esatta tipologia delle attività di manutenzione da svolgere.

In concreto:

·       la Provincia di Pesaro e Urbino (a cui compete la gestione del demanio idrico) autorizzerà i lavori mediante un provvedimento omnicomprensivo di tutte le autorizzazioni di sua competenza (autorizzazione idraulica; autorizzazione per taglio piante; autorizzazione al taglio boschivo per un’estensione fino a 2 ettari; nulla osta al vincolo idrogeologico; autorizzazione per la tutela della fauna ittica). Tale provvedimento avrà durata annuale e varrà per l’intero territorio provinciale e per 20 tipologie di interventi manutentivi indicati nella convenzione (tra cui pulizia degli alvei con rimozione dei tronchi a terra e taglio di alberature; rimozione dei sedimenti che impediscono il deflusso delle acque; protezione delle sponde con tecniche di ingegneria naturalistica).

·       Il Consorzio di Bonifica delle Marche, in qualità di Consorzio Idraulico, punto di riferimento dei proprietari dei terreni, eseguirà gli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua minori previsti dalla convenzione. 

·       Il Corpo Forestale dello Stato (Comando provinciale di Pesaro e Urbino) effettuerà il controllo e la vigilanza sui lavori, nonché il monitoraggio dei corsi d’acqua e la segnalazione delle criticità idrauliche presenti sul reticolo idrografico provinciale.  

Ma la convenzione prevede il coinvolgimento anche di altri soggetti:

·       i dottori Agronomi e i dottori Forestali (professionisti esperti nelle sistemazioni idraulico-forestali, chiamati dal Consorzio di Bonifica come tecnici di riferimento)

·       e le Aziende agricole di presidio (che eseguiranno materialmente i lavori). 

Quello proposto è un modello organizzativo innovativo, mai sperimentato prima, che vuole affermarsi sul panorama regionale e nazionale come un progetto pilota di gestione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Gli interventi partiranno dai primi di novembre ed interesseranno i corsi d’acqua minori sulla base delle segnalazioni e delle maggiori criticità, per poi valutare la possibilità di ampliare questo modello, una volta a regime, ai corsi d’acqua principali. 

L’obiettivo finale è portare ad un regime di manutenzione ordinaria tutto il reticolo idrografico provinciale, vale a dire 6.600 km di corsi d’acqua. 

I primi interventi che si faranno in seguito alla convenzione partiranno già dai primi di novembre e coinvolgeranno: 

  • il Fosso delle Caminate di Fano (con la riprofilatura delle sponde e l’asportazione di materiale vegetale caduto in alveo),
  • il torrente Arzilla, nel tratto tra Villa Betti  e S.Maria dell'Arzilla (con la pulitura dei detriti e la risagomatura delle sponde)
  • il torrente Apsa a Macerata Feltria (asportazione di materiali in corrispondenza del centro abitato).  

Già prima della convenzione però, il Consorzio di bonifica si è attivato per risolvere situazioni critiche.

A Fontanelle, nel Comune di Sassocorvaro, è stato riportato il fiume in sponda destra, perché le acque mettevano a rischio un abitato.

Mentre a Molinaccio, nel Comune di Urbino, è stata ripristinata la normalità dopo che, con l'alluvione di maggio, è franata una costa del corso d'acqua ostruendo l'accesso ad un gruppo di famiglie.  

Innovativo accordo tra Consorzio di Bonifica, Provincia di Pesaro Urbino e Corpo Forestale dello Stato per sistemare i corsi d’acqua minori e prevenire il dissesto idrogeologico
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